Perchè baciarsi sotto il vischio?

Il vischio era considerato dai Druidi una pianta sacra; a questo arbusto così particolare che cresce sollevato da terra in maniera un po’ bizzarra, i naturalisti di tutti i tempi hanno conferito sempre doti eccelse e magiche. Ma perché si è diffusa l’usanza di baciarsi sotto il ramo di vischio?

L’origine di questo grazioso gesto va cercata fra le leggende nordiche e ha come protagonista Freyja la dea protettrice dell’amore e i suoi due figli Baldur e Loki, uno gentile e amorevole, l’altro geloso e vendicativo; ma, come si sa, le madri ben conoscono le loro creature e, viste le intenzioni malvage del figlio oscuro di liberarsi del fratello, la Dea chiese aiuto agli spiriti della natura, piante e animali perché lo proteggessero. Ma, fatalità, nella sua richiesta si dimenticò di includere il piccolo arbusto di vischio. L’astuto Loki, scoperto il fallo, non perse tempo e con grande abilità costruì un dardo dalla pianta e con un sottile stratagemma colpì e uccise il fratello. La madre disperata pianse sul corpo dell’amato Baldur e mentre le sue lacrime d’amore si trasformavano in gemme il figlio tornava alla vita. Il vischio divenne così il simbolo di Freya e della prosperità e rinascita. Chiunque si scambiava un bacio sotto il vischio, riceveva protezione dalla Dea.

La raccolta del vischio per il solstizio d’inverno era un momento di grande importanza per i Druidi, la sua raccolta era scandita da gesti e ritualità precisi volti a celebrare la sopravvivenza dello spirito al sopraggiungere della morte fisica. Il fatto stesso che la pianta si sviluppi in alto a contatto con l’aria senza toccare la terra, suscitava nella popolazione una forma di venerazione del tutto particolare, il suo ciclo vitale infatti è gestito dagli uccelli che se ne cibano e lo trasportano da un ramo all’altro, mentre i semi che cadono a terra non attecchiscono. Tutto questo veniva interpretato come l’emblema massimo della purezza e del misticismo, gli antichi lo vedevano come l’emanazione Divina sulla Terra e conferivano a questa pianta il titolo di panacea miracolosa.

I tempi e i modi della raccolta erano scelti con molta precisione e accuratezza: era la pianta di Yule, il giorno più corto dell’anno che cede il passo al lento ritorno della luce, fino al completo risveglio in primavera. Il cerimoniale della raccolta era molto preciso, teli bianchi e candidi venivano adagiati sul terreno così che la pianta appoggiandosi a terra rimanesse pura; il druida usava un roncolino d’oro per suggellarne la potenza e solo lui poteva tagliarlo nel sesto giorno di luna crescente.

E’ facile quindi comprendere la connessione di questa pianta con il Natale che è la festa che ha ufficialmente sostituito l’antica usanza pagana del Sol Invictus. (Leggi articolo)

Ci sono altri richiami anglo-americani che collocano poi l’usanza del bacio sotto il vischio Washington Irving nel suo libro The Sketch Book of Geoffrey Crayon  (Il libro degli schizzi) pubblicato nel 1820 descrive la tradizione giovanile di appenderlo in cucina allo stipite della porta, le ragazze colte sotto l’arbusto non potevano sottrarsi al bacio, poiché un bacio negato era sinonimo di sventura in amore. Lo schizzo in questione si chiama “Christmas Eve” e il libro ebbe un tale seguito da diffondere questa tradizione e renderla popolare e moderna.

Il bacio sotto il vischio durante il Natale per me ha questo significato:

Ciò che conta nella vita non sono tanto le cose quanto le persone che amiamo e ancor di più quelle che dobbiamo imparare ad amare.
Ricordarsi di quanto siano importanti le relazioni che costellano la vita e rinnovare questo pensiero sotto questa pianta così magica porterebbe con sé il desiderio di volersi impegnare a coltivare la gentilezza.

Mi baci con i baci della sua bocca”
(Ct 1,2)
Cita il Cantico dei Cantici riferendosi al sublime bacio di Dio in qui ci attraversa il soffio della vita. Il רוּחַ Rùah, il Vento eterno dell’Amore divino.