Il mercoledì delle ceneri

“La Quaresima giunge a noi come tempo provvidenziale per cambiare rotta, per recuperare la capacità di reagire di fronte alla realtà che sempre ci sfida”.

Il Mercoledì delle Ceneri rappresenta l’inizio di uno dei periodi fondamentali dell’anno, la Quaresima. Per tutti i praticanti cristiani si apre il fulcro dell’anno liturgico ma, come spesso sottolineiamo in forma laica, questo archetipo è… e sarà (anche in modo totalmente inconscio) di grande ispirazione per tutti.

Come è noto le grandi ritualità sacre hanno origine lontane, oserei dire antichissime là, dove il culto della Dea Madre affondava le sue radici, in culture millenarie i cui simboli sono migrati in altre tradizioni spirituali, poiché era impossibile espugnarli. Per chi mi segue da tempo, conosce il mio pensiero sul calendario dell’anima, che ci ispira nell’essere contadini del proprio campo interiore in accordo con i ritmi della natura.

Il serpente è ormai uscito dalla tana e deve iniziare il suo lavoro di trasmutazione: cambiare la propria pelle. Nel contempo l’elemento fuoco uscirà dalle case, per trasferirsi nei campi dove arriveranno i falò di Marzo. Le vampe di fuoco simbolo di buon auspicio, bruceranno i pesi dell’Inverno nell’attesa che la fanciulla rapita da Ade ritorni sulla Terra e riprenda l’atto creativo. Kore si prepara a risalire, a varcare la soglia di passaggio per tornare a calpestare nuovamente i prati fioriti, ospite della madre Cerere, che manifesta la sua gioia rendendo la terra nuovamente fertile e predisponendo l’atto ri-produttivo, che porterà il raccolto.

La risalita dunque verso il passaggio è il grande tempo di Quaresima, la preparazione che ci porterà a Pesach che letteralmente significa passare oltre.

Ma il passaggio non è indenne, è un imbuto stretto che prevede delle rinunce e dei ravvedimenti, di cui il digiuno e il capo cosparso di cenere sono il simbolo.
Il mercoledì delle ceneri ci riporta all’origine di tutto, al continuo divenire del tempo che dissolve tutto in polvere, ed apre la strada a questo cammino di quaranta giorni, fatto di sobrietà e riflessione. La Quaresima è una grande occasione per la nostra psiche del profondo, per fare diversi tipi di digiuno, per sospendere tutte le frenesie che ci portano lontano dal contatto con noi stessi.

La Quaresima offre una sfida che giro quasi come una provocazione:

In un collettivo social, che porta il bello della divulgazione, della interconnessione e condivisione si cela anche un lato narcisista ed esibizionista fonte di consumismo materiale ed immateriale, che ruba il tempo.

Puoi pensare di fare uno stop?

Un detox dalla corsa alla condivisione istantanea di qualsiasi boccone stai mangiando, di qualsiasi emozione ti attraversa, di quello che stai facendo e con chi lo stai facendo? Dalle foto ritoccate e patinate, all’immagine spesso edulcorata? Al dito che scorre i tanti post che fanno sognare ma non desiderare?

Puoi pensare di ritornare ad un privato, ad una interiorità che ti faccia stare unicamente in contatto con te e con le emozioni; comprese quelle scomode come la noia?

Questo sarebbe un bel atto di umiltà, un modo nuovo di chinare il capo, un riconoscimento della fugacità della vita, che si perpetua nella corsa frenetica di tutti i giorni.

Invece come sarebbe se per un momento il ritmo del tuo tempo cambiasse, abbracciasse una sobrietà?

Smettere di riempirsi di cose da fare, dare un taglio e lasciare solo l’essenziale? Potresti anche arrivare a comprendere che tanto di quello che fai è completamente inutile.

In una società dove non c’è più desiderio né emozionante attesa ma tutto è fast, si annulla ogni appassionato cammino di conquista, in cambio del tutto e subito. L’adrenalina di un momento che non lascia appagati ma rende sempre più famelici.

Forse un sobrio digiuno da ciò che ti distoglie da te, potrebbe riaccendere il desiderio appassionato?

Io conosco già la risposta, che è quella che mi ha portato a creare il mio miglior percorso il תיקון עולם (Tikkun olam): un cammino, rinnovato ogni anno, per preparasi al passaggio. Una risposta che ho trovato 13 anni fa e che ancora continua a stupirmi, perché l’archetipo della Quaresima è una finestra dell’anno che porta a incredibili risultati:

aprire le acque del mare per attraversarlo.

Provare per credere!!!!