Solstizio d’Inverno, la paura delle tenebre e il trionfo della speranza.

Solstizio d'Inverno

Mentre l’anno volge al termine, le notti si allungano e le ore di luce sono sempre più brevi, fino al giorno del Solstizio invernale, (22 dicembre 2019 ore 05:19) la notte più lunga dell’anno. II respiro della natura è sospeso, nell’attesa di una trasformazione, e il tempo stesso pare fermarsi. E’ uno dei momenti di passaggio dell’anno, forse il più paradossale: l’oscurità regna sovrana, ma nel momento del suo trionfo cede alla luce che, lentamente, inizia a prevalere sulle brume invernali.


Dopo il Solstizio d’Inverno (Sol Invictus per i romani e Yule per i nordici), , le giornate ricominciano poco alla volta ad allungarsi e c
ome tutti i momenti di passaggio, ci troviamo in un periodo dell’anno carico di valenze simboliche e magiche, dominato da miti e simboli provenienti da un passato lontanissimo.

Sin dai tempi antichi era tutto un fiorire di riti e cosmogonie che celebravano le nozze fatali della notte più lunga col giorno più breve.

Un momento di grande buio dove le nostre paure più profonde ci vengono a visitare, dove l’illusione della mente può cadere in distruttive interpretazioni a favore delle tenebre. Un momento indispensabile dell’anno che porta con se l’opportunità di vedere con chiarezza le nostre fragilità, dove siamo perturbabili, dove occorre mettere attenzione su cosa è necessario far morire o trasformare per condurci a nuova rinascita.

Questo è il momento in cui, quando la notte diviene padrona e il buio è totale, è necessario mantenere accesa la fiamma della Fede, che al mattino, con l’alba, diverrà trionfante. Come possiamo tradurre quindi questo atto di Fede se vogliamo esimerci da un contesto religioso? Con la parola Presenza e Respiro, l’ascensore con cui scendere nel profondo buio e vivere nel Corpo, Parola Mente tutta la sua potenza, rimanere fermi con il respiro fluido consente di allungare la mano e guardale quella paura; quella paura che sotto qualunque forma si presenti è sempre paura della morte. Morire, proprio come il seme che è stato piantato all’equinozio di autunno, in questo momento nel profondo della terra nel totale buio e umido, si gonfia e marcisce per dar vita ad una nuova pianta. Dobbiamo  lasciare andare e con la speranza sempre viva attendere il nuovo sole che si manifesterà, è il momento più alto dell’avvento in cui con pazienza e fede aspettiamo l’arrivo della divina luce. Facciamoci trovare pronti a ricevere i doni che sono in serbo per noi.

Benvenute Tenebre vi accolgo con un fluido respiro, poiché  ho certezza che il Sole ancora una volta nascerà.

Sol Invictus


CELEBRAZIONE DEL SOL INVICTUS 2019

Domenica 22 Dicembre
ore 17:00

Giardini di Via del Platano
Santarcangelo di R.

Partecipazione su prenotazione
cell. 392 2313470