08 Aprile 2020: Superluna in Bilancia

Nella notte tra il 7 e l’8 aprile torna la SuperLuna: più vicina, più grande e più luminosa. E’ la terza delle quattro osservabili, previste, in rapida successione, nel 2020. Un evento sempre spettacolare!
 
La Luna raggiungerà la fase di Plenilunio nel segno della Bilancia, guarderà dritto negli occhi il Sole suo sposo nel segno dell’Ariete. Sarà una luna bellissima la più splendente dell’anno, gli effetti di questo transito ci accompagneranno fino al novilunio ( 23 Aprile ).
 
Astrologicamente i due luminari si stimolano a vicenda, l’Amato porta il coraggio, l’impulso la determinazione, l’Amata porta equilibrio, bellezza e giustizia.
 
Questo plenilunio evidenzia la necessità di lottare per i propri diritti, perché gli sforzi che tutti stiamo sostenendo siano utili, riconosciuti e giusti (una delle massime aspirazioni della Bilancia). La Bilancia vorrebbe uno scenario di maggior equilibrio delle forze e delle ricchezze.
 
La grande fatica però è nella quadratura con Giove e Plutone (grandi protagonisti di questo anno) che può indurci in tentazione rispetto all’obiettivo: dobbiamo rimanere con i piedi per terra e non puntare la freccia dell’ambizione verso una meta irraggiungibile, è il momento di essere pragmatici e realisti se vogliamo riprenderci la nostra libertà.
 
La troppa intransigenza con noi stessi e il prossimo è un ostacolo, è necessario essere possibilisti e tolleranti.
 
La Pasqua (Pesach “passare oltre”) è alle porte: è giunto il momento di abbracciare il cambiamento, perché se ci ostiniamo a rimanere legati al passato, questo passaggio si trascinerà oltre misura!
 
Buon Plenilunio!


 

“Chiedo il permesso di rinascere”

Ora, lasciatemi in pace.
Ora, abituatevi alla mia assenza.
Io chiuderò gli occhi
e dirò solo cinque cose,
cinque radici preferite.

Una è l’amore senza fine.
La seconda è vedere l’autunno.
Non posso vivere senza che le foglie
volino e tornino alla terra.

La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.

La quarta cosa è l’estate
rotonda come un’anguria.

La quinta sono i tuoi occhi.
Non voglio dormire senza i tuoi occhi,
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io tramuto la primavera
affinché tu continui a guardarmi.

Amici, questo è quanto voglio.
E’ quasi nulla ed è quasi tutto.

Ora se volete andatevene.
Ho vissuto tanto che un giorno
dovrete per forza dimenticarmi,
cancellarmi dalla lavagna:
il mio cuore è stato interminabile.
Ma perché chiedo silenzio
non crediate che io muoia:
mi accade tutto il contrario:
succede che sto per vivere.
Mai sentito così sonoro,
mai avuto tanti baci.
Ora, come sempre, è presto.
La luce vola con le sue api.

Lasciatemi solo con il giorno.
Chiedo il permesso di nascere.

Pablo Neruda