Lughnasad: Il fare diventa Gratitudine
Lughnasad (o Lughnasadh) è una delle festività più antiche e affascinanti della tradizione gaelica, celebrata tradizionalmente il 1º agosto. Nel panorama della Ruota dell’Anno, questo antico Sabbat rappresenta il tempo del raccolto compiuto, della gratitudine e del riconoscimento dei frutti maturati lungo l’intero ciclo della natura.
È il momento in cui ciò che era stato affidato alla terra molti mesi prima giunge alla sua piena maturazione. Il raccolto non rappresenta soltanto un evento agricolo, ma il compimento di un lungo cammino iniziato con la semina autunnale. La Terra restituisce ciò che ha custodito e nutrito durante tutto l’anno, invitando l’essere umano a riconoscere il valore di ciò che è maturato e a custodirlo per il tempo che verrà.
Origini e Tradizioni: Il Sacrificio del Grano
La festa affonda le sue radici nella mitologia irlandese ed è legata alla figura di Lugh, una delle più importanti divinità del pantheon gaelico.
Conosciuto con l’epiteto di Samildánach, “colui che possiede tutte le arti”, Lugh era il dio dell’ingegno, della creatività, della maestria e dell’eccellenza. Guerriero, poeta, musicista, artigiano, legislatore e guaritore, rappresentava l’essere umano capace di sviluppare armoniosamente tutti i propri talenti e di metterli al servizio della comunità.
Secondo la tradizione irlandese fu proprio Lugh a istituire questa festa in memoria della madre adottiva Tailtiu, morta dopo aver consumato tutte le proprie forze nel dissodare le pianure d’Irlanda affinché diventassero fertili e coltivabili. Il suo sacrificio rese possibile la nascita dei campi coltivati e, quindi, della vita stessa della comunità.
Lughnasad diventa così anche una festa della riconoscenza. Ogni raccolto è il frutto di un dono, di un lavoro e di un sacrificio che hanno reso possibile la vita.
Il presagio dei mirtilli
Tra le usanze più diffuse vi era la raccolta dei mirtilli, cui veniva attribuito anche un valore divinatorio. L’abbondanza dei mirtilli selvatici era infatti considerata un segno favorevole: lasciava sperare che il raccolto dell’anno sarebbe stato sufficiente a garantire il nutrimento della comunità durante i mesi invernali.
Le capanne d’acqua e i sogni
All’alba della vigilia di Lughnasad, era usanza costruire piccole strutture simili a capanne, interamente ricoperte di fiori freschi e posizionate nei pressi di corsi d’acqua. Secondo la tradizione, gli innamorati vi trascorrevano la notte del 31 luglio, giacendo insieme in un sonno rituale di unione e protezione.

I riti di Lughnasad
Lughnasad era uno dei momenti più importanti dell’anno per l’intera comunità.
Famiglie e villaggi si riunivano per celebrare l’abbondanza della terra attraverso grandi banchetti, mercati, competizioni sportive, corse dei cavalli, musica e danze. Era anche il tempo degli accordi commerciali, dei fidanzamenti e dei matrimoni, occasioni che rinsaldavano i legami tra famiglie e comunità.
Le grandi assemblee non erano soltanto occasioni di festa. Erano il momento in cui la comunità si riconosceva come tale. Si amministrava la giustizia, si stringevano alleanze, si concludevano scambi commerciali, si trasmettevano racconti, musica e poesia. Il raccolto non apparteneva al singolo, ma diventava un bene condiviso, capace di garantire la continuità dell’intera comunità.
Secondo la tradizione celtica molte celebrazioni si svolgevano sulle colline e sulle montagne, considerate luoghi privilegiati d’incontro tra cielo e terra. Accanto ai fuochi rituali trovavano spazio processioni, pellegrinaggi e visite ai pozzi sacri, spesso adornati con corone di fiori.
Lammas: La Festa del Pane Anglosassone
Per indicare questa ricorrenza viene spesso utilizzato anche il termine Lammas, derivato da un’antica festa anglosassone successivamente assorbita e cristianizzata.
Il nome originale, Loaf Mass (“Messa del pane”), sottolinea l’importanza sacrale del primo pane preparato con il grano del nuovo raccolto. Molti praticanti neopagani celebrano ancora oggi questa ricorrenza preparando un pane rituale che viene condiviso durante la festa come simbolo di abbondanza, gratitudine e condivisione.

La Ruota dell’Anno: il raccolto dell’Anima
Per comprendere appieno il significato di Lughnasad è necessario ripercorrere il viaggio compiuto fin qui dalla Ruota dell’Anno.
Tutto ha inizio a Mabon, quando il chicco viene affidato al grembo della Terra. A Samhain attraversa il mistero della decomposizione e della morte apparente; a Yule sacrifica una parte di sé, che diventa il nutrimento necessario alla nascita della nuova vita.
Con Imbolc si avvertono le prime forze della crescita, mentre a Ostara il seme completa la sua trasmutazione e germoglia. A Beltane la vita si consacra nella sua piena forza creatrice e, infine, a Litha raggiunge la completa maturazione e l’apertura ai Misteri. È proprio allora che il Sole, pur regnando ancora sovrano nel cielo, inizia lentamente a perdere vigore, preparando il suo tramonto.
A Lughnasad questo lungo cammino giunge al suo compimento. Il raccolto è ormai concluso e arriva il tempo della conservazione. La Terra ha donato tutto ciò che poteva offrire e, dopo aver sostenuto la vita per un intero ciclo, appare quasi esausta, pronta a ritirare lentamente le proprie energie per prepararsi alla stagione che verrà.
Lughnasad ci invita così a fare lo stesso: riconoscere i frutti maturati lungo il cammino, custodire ciò che ha davvero valore e lasciare che la gratitudine trasformi il raccolto della Terra nel raccolto dell’Anima
L’Elemento del Fuoco e il Rapporto Uomo-Terra
Sul piano delle energie sottili, Lughnasad porta con sé una sottile trasmutazione dell’elemento fuoco. Si assiste a un’inversione di tendenza: sebbene le giornate siano ancora calde e la calura estiva tocchi spesso i suoi picchi, il Sole assume simbolicamente la veste del distruttore, colui che con la sua forza brucia e opprime i campi ormai maturi.
A fare da contraltare a questa calura soffocante arrivano spesso i primi temporali estivi. L’energia del fuoco subisce così una mutazione: non è più il calore solare che nutre, ma il fuoco del fulmine, l’energia dirompente della liberazione e della purificazione che spezza la tensione accumulata.

Il Tempo del Riposo e della Sospensione
In sintonia con i ritmi della natura, Lughnasad ci invita a una pausa necessaria. È il momento della sedimentazione, della selezione dei semi migliori per l’anno a venire e della riflessione sul lavoro interiore ed esteriore che ci attende con l’arrivo dell’autunno. È il tempo della gratitudine per ciò che si è ottenuto.
Questo shabbat (inteso come sacra sospensione) riveste un’importanza fondamentale:
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Per il corpo: Provato dall’eccessivo calore e dai ritmi intensi, richiede tempi più dilatati, lentezza e rigenerazione.
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Per lo spirito: Solo fermandoci e facendo silenzio possiamo fare spazio alla vera osservazione e alla manifestazione del nostro potenziale.
Consigli pratici per vivere al meglio questo periodo:
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Se ami la montagna: Regalati lunghe camminate nei boschi, respira a pieni polmoni l’aria densa di profumi resinosi e ascolta il fruscio del vento tra le fronde.
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Se ami il mare: Con le dovute attenzioni nelle ore meno calde, immergiti nell’acqua rigenerante ed esponiti alla luce dorata del sole estivo.
Praticare il silenzio e l’ascolto trasformerà queste semplici azioni in rituali di profondo benessere. La tua vera messe interiore troverà finalmente lo spazio per palesarsi, chiarendo i passi successivi che ti attendono al rientro nella quotidianità.


7 agosto 2026 ore 19:30
CELEBRAZIONE COLLETTIVA
Regno della Gioia (RN)
Un’altra Ruota volge al termine.
Lughnasadh conclude il tempo del raccolto. È il momento di fermarsi, riconoscere ciò che è realmente maturato, ringraziare per i frutti ricevuti e scegliere i chicchi migliori da custodire come seme del nuovo ciclo.
Partecipare a questo rito significa dare un compimento al cammino vissuto. Perché un raccolto che non viene onorato si disperde, mentre un raccolto celebrato diventa forza, memoria e fondamento per ciò che nascerà.
Ti aspettiamo per condividere insieme questo ultimo passaggio della Ruota: un tempo di gratitudine, di comunità e di preparazione alla nuova semina.
Programma
Satsang
Un cerchio di ascolto e di confronto in cui condividere domande, esperienze e intuizioni alla ricerca della verità.
Rito del Ringraziamento
Un rito simbolico per onorare il raccolto dell’anno, riconoscere ciò che ha portato frutto e affidare alla Terra i semi del ciclo che verrà.
Condivisione del pane rituale
Il pane, simbolo del raccolto e della comunità, verrà spezzato e condiviso come gesto di gratitudine, abbondanza e comunione.
Quota di partecipazione: € 26
Gratuito per chi partecipa alla preparazione del Lion’s Gate.

Venerdì 7 agosto – ore 21:00
UNA SOLA NOTTE. UN SOLO PASSAGGIO
Regno della Gioia – Rimini
Alla vigilia del Portale dell’8/8, il cielo offre una configurazione di straordinaria potenza: il trigono tra Sole e Saturno.
In una prospettiva iniziatica questo allineamento rappresenta la cristallizzazione della coscienza: l’incontro armonico tra il Sole, principio della luce, della volontà e dell’identità, e Saturno, custode del Tempo, della disciplina e della saggezza.
È il momento in cui la forza interiore trova una forma stabile, l’ego si ridimensiona per lasciare spazio all’essenziale e lo Spirito incontra nella realtà concreta un alleato capace di dare forma, continuità e direzione al proprio cammino.
Nella tradizione esoterica Saturno è il Guardiano della Soglia, colui che sottopone l’anima alle prove necessarie alla sua maturazione. Il trigono con il Sole rende questo attraversamento più armonico, favorendo centratura, responsabilità, maestria interiore e la capacità di incarnare ciò che si è compreso.
È con questa preparazione che ci avviciniamo al Lion’s Gate, il Portale di Sirio, tradizionalmente associato al risveglio della coscienza, all’espansione della percezione e all’apertura verso livelli più profondi di intuizione.
Per questo abbiamo scelto proprio il 7 agosto: creare uno spazio capace di accogliere, ordinare e integrare questa energia attraverso il suono delle campane di cristallo alchemiche, la meditazione, la voce e gli antichi Tserufim.
Un’esperienza dedicata alla memoria dell’anima, al silenzio interiore e al riallineamento con la propria direzione più autentica.
Deborah Gorrieri
Voce e Tserufim
Samantha Balzani
Campane di cristallo alchemiche
Contributo di partecipazione: € 30
Iscrizioni
WhatsApp 392 2313470
